di Alessandro Castagnaro
Mi avvio ad un compito delicato e complesso, carico di responsabilità per la storia della rivista e per quanto essa in questi sessant’anni ha rappresentato nel mondo scientifico: una eccellenza editoriale, un’opera corale a firma di grandi nomi portatori di innovazioni radicali nella ricerca della storia dell’arte, dell’architettura, del design e della critica contemporanea.
Con Renato De Fusco si era discusso recentemente della possibilità di redigere a quattro mani l’editoriale di un numero così significativo per la storia della rivista (che, caso unico tra le pubblicazioni di settore, è stata in grado di costruire un corso fortunato e lunghissimo da quando, nel 1964, De Fusco la fondò dirigendola ininterrottamente con puntualità e rigore fino al giorno della sua scomparsa) e oggi, in sua assenza, la sfida tocca solo a me. Nell’affrontare questo compito mi avvarrò, in linea con lo spirito originario della rivista, della tecnica della citazione provando a rispettarne i basilari principi ispiratori.
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